venerdì 27 febbraio 2009

Non tiriamoci indietro ora

Genchi ha voglia di fare i nomi. Lo avevo capito quando ha risposto alla mia domanda su Facebook (vedi post precedente). Ora, con la pubblicazione sul blog di Beppe Grillo di questa intervista, ha dimostrato di voler fare sul serio. In Genchi oggi è riposta la nostra speranza di veder finalmente finire la seconda Repubblica. Ma ha bisogno del sostegno di tutta la nazione. Chi si tira indietro oggi ne dovrà rendere conto.

domenica 22 febbraio 2009

Genchi resisti, per favore



Riporto un brevissimo scambio di battute tra me e Gioacchino Genchi su Facebook.



Io.

Sig.Genchi, so che non mi risponderà mai, io la butto lì comunque! Rutelli con lei è feroce...ma quanto sta inguaiato???

G.Genchi
Caro Raffaele,
vedo che hai intuito. In fondo non era difficile. Di Rutelli come di tanti che ora ci inquisiscono (compreso i ROS) ci stavamo attivamente occupando nell'indagine di Catanzaro. C'erano precisi riferimenti intercettivi, fatti e circostanze processuali che si stavano approfondendo, anche con riguardo a possibili collusioni col mondo dell'imprenditoria e dei servizi segreti. Grazie al golp mediatico-giudiziario, da inquisitori siamo diventati inquisiti. Questo è accaduto a me, come al dr. Luigi de Magistris, ai magistrati di Salerno ed quanti altri (compresi alcuni giornalisti) hanno solo cercato la Verità, senza alcun preconcetto. In compenso Mastella sta mettendo la cambiale all'incasso e, con la pantomima dell’intercettazione del suo cellulare, dopo avere fatto cadere il governo Prodi e dato il via al ritorno di Berlusconi, viene premiato e candidato per le elezioni europee. Ti serve altro? ... O arrivi da solo al resto....
Un caro saluto
Gioacchino Genchi


Io.
La ringrazio davvero per l'attenzione! Non me l'aspettavo. Ricapitolando: il presidente del Copasir che si occupa di lei, Rutelli, è un esponente di spicco dell'opposizione. Probabilmente non è obiettivo nei giudizi che dà del suo operato. L'indignazione verso il Pd da parte del popolo della sinistra è dovuta anche ad una presa di posizione non chiara a difesa dei bravi magistrati: De Magistris, Forleo, Apicella etc. Ora ho la conferma che non c'è nemmeno la speranza che ciò avvenga in futuro,a meno di un azzeramento dei vertici (che solo dei sognatori possono sperare). Personalmente voto Di Pietro già dal 2006, ma non può che farmi male la consapevolezza che non potremo avere l' opposizione del pd alla deriva dittatoriale a cui stiamo assistendo. Non mi arrendo e scendo ogni giorno in piazza (studio e lavoro permettendo), ma così è dura. E' durissima.

venerdì 20 febbraio 2009

Convegno "Obiettivo rifiuti zero". Missione compiuta

Possiamo dire di avercela fatta. Il gruppo Amici di Beppe Grillo e Claudio Zolesi del XIII municipio ha portato dignitosamente a termine il suo primo convegno. Gli argomenti vertevano intorno all'obiettivo rifiuti zero. Giulio Passarini ci ha dunque scientificamente illustrato in cosa consistono gli inceneritori. Fulvia Causio ci ha descritto come fare il compost e le tecniche di riduzione dei rifiuti. Marco Giustini, consigliere municipale del XVI ci ha delineato la situazione della discarica di Malagrotta. Giorgio Bertusi, presidente dell'Asshotel Ostia ci ha dato idee per una nuova imprenditoria del riciclo, più o meno quello che ha fatto anche Massimo Piras, promotore della campagna "Non bruciamoci il futuro" (www.nonbruciamocilfuturo.org) In particolare sono stati ben sottolineati i vantaggi enormi di un centro di riciclo alla maniera di Vedelago rispetto all'utilizzo degli inceneritori o della discarica. Matteo della bottega Capo Horn, da ultimo, ha fatto sapere ai partecipanti che all'interno del suo esercizio la strategia rifiuti zero è già in atto da un bel po' e la tendenza è quella di continuare sulla stessa via (http://lequoblogroma.blogspot.com).
Non aggiungo molto, se non il fatto che gli sforzi che abbiamo messo in campo sono stati ingenti e nonostante paure e tentennamenti è venuto fuori un incontro interessante . Se solo uno degli spettatori dopo aver assistito al convegno avesse cominciato a riflettere sulla maniera di applicare alla propria vita la strategia delle tre R (riduzione, riuso, riciclo), l'obiettivo che ci eravamo prefissati è stato raggiunto. Ulteriori descrizioni le lascio alla visione dei video che ho girato.




martedì 17 febbraio 2009

Le coste della Sardegna in mano alla governante Cappellacci

Soru ha perso. Sono deluso. Perdere fa parte del gioco, bisogna starci. Ma perdere dal commercialista di Berlusconi è abbastanza frustrante. Non sono deluso dal fatto che abbia perso il Partito Democratico perché Soru non ha niente a che fare al momento attuale con il Pd. Soru è ancora antiberlusconiano, ha tentato di denunciarlo (imbattendosi contro il lodo Alfano-scudo spaziale), si indigna ed evidenzia gli assurdi comportamenti del Premier. 
Se si perde bisogna starci. Quello a cui non mi va di stare è un Presidente del Consiglio che comodamente seduto sui salotti delle sue televisioni diffama Soru senza contraddittorio. Quello a cui non mi va di stare è un Presidente del Consiglio che - così come già fatto in Abruzzo - va a fare campagna elettorale a nostre spese in Sardegna, senza minimamente interessarsi ai problemi che invece sarebbero di sua competenza. Quello a cui non mi va di stare è un Presidente del Consiglio che dalla sua posizione privilegiata fa promesse ai sardi barattando un voto. Non mi assuefarò mai a questi atteggiamenti.

Domenico Finiguerra, sindaco del comune di Cassinetta di Lugagnano, primo comune in Italia a PRG 0 (sì sì, piano regolatore zero!) scrive "in Sardegna stravince il partito del cemento e il modello cultrale Berlusconian-Briatoriano. Lungo è il cammino di chi vorrebbe un'Italia diversa...". Credo abbia ragione. Il cammino si fa giorno dopo giorno più lungo. 

Stamattina alla colf Belpietro, la governante Cappellacci diceva già di voler cambiare la legge salva-coste di Soru. Mi fa venire la pelle d'oca. Spero non accada.
Non sostenevo Soru perchè appartenente al Pd. Sostenevo Soru perché parlava di preservazione del territorio, del paesaggio, del suolo per le generazioni future. Vorrei che esprimesse la stessa sensibilità ogni singolo amministratore, dal piccolo comune al Parlamento. Ora, in Sardegna, tutto questo è affidato al commercialista di Berlusconi. Auguri.

sabato 14 febbraio 2009

La mia rabbia è la mia forza

Ero a piazza Farnese il 28 gennaio scorso. Ne ho già parlato nel post "Meglio essere ammazzati come Borsellino che morire a poco a poco". E' stata una giornata stupenda che ho condiviso con Silvana. La ricordo come fosse ieri. Gli interventi degli uomini liberi come Salvatore Borsellino, Marco Travaglio, Sonia Alfano sono stampati nella mia mente. Anche l'intervento di Di Pietro. Sono tornato di corsa a casa dopo la manifestazione, appena in tempo per mangiare un boccone e guardare il resoconto dei tg. Erano già passate le 14 e sono dunque riuscito a vedere solo il tg3. Delle parole di quegli uomini liberi non c'era traccia, solo l'accusa a Di Pietro di vilipendio al capo dello Stato. La notizia ha occupato le prime pagine e i titoli di giornali e telegiornali. Addirittura Dominioni, l'avvocato di casa Berlusconi, denuncia il leader dell'Idv. E ancora prime pagine. Ora che per Di Pietro viene chiesta l'archiviazione, la notizia non merita che qualche breve trafiletto. Riescono a trasformare in merda i momenti più belli della mia vita. Oggi la politica e l'informazione asservita ai partiti riescono a trasformare in merda pure le mie emozioni. Vivo una giornata indimenticabile e quello che mi urlano al tg è "non hai fatto altro che assistere al meschino vilipendio a Napolitano da parte di Di Pietro". Dopo qualche settimana sussurrano appena che si erano sbagliati.

Il prossimo step è censurare i blog, youtube e facebook. Ovvero dove mi esprimo, mi informo e mi relaziono. Spero di non offendere la sensibilità di nessuno se mi domando "è ancora un uomo quello a cui vengono tolte le emozioni, la possibilità di condividere con gli altri i pensieri e l'interpretazione di quanto accade intorno a noi?".

Ecco il video di Antonio Di Pietro. Glielo dobbiamo tutti.

sabato 7 febbraio 2009

Decido della mia vita. E della mia morte.

Non voglio parlare oltre del caso Eluana Englaro. E' stato detto tutto e il contrario di tutto, non abbiamo bisogno di altre parole. Un aspetto è stato solo accennato: ci sono milioni di persone in questo Paese che hanno voglia di sentirsi padroni delle proprie vite. La vita è mia, non è di un Dio a cui non credo, non è di nessun altro. Rispondo alle leggi che governano il vivere civile (e vorrei tanto poter rispondere ancor di più alle leggi che regolano gli equilibri del mondo naturale, ma non sono io a sfidare gli ecosistemi). Non devo rispondere a nessuno nel caso capissi che la mia vita non possa più definirsi tale. Personalmente sono favorevole all'eutanasia, ma in questo Stato clerico-bigotto mi pare un'utopia. Comunque non voglio sul mio corpo nessun accanimento. Non voglio restare anni, decenni, a non vivere come un vegetale. Non sarei mai così egoista nei confronti della mia famiglia.

Chiedo una sola cosa, nel caso si arrivasse a una decente legge sul testamento biologico: tutti i politici che oggi si schierano contro il padre di Eluana devono dichiarare che vogliono su di loro l'accanimento tarapeutico, che vogliono far restare amici e familiari intorno a un letto di morte per anni, per almeno 17 anni. Non so se parlo sull'orlo dell'inquietudine di questo momento, ma oggi è quello che pretendo. Vi schierate contro i gay e a favore della famiglia (perchè il vostro minuscolo cervello ritiene che le due cose si elidano) e poi divorziate, vi risposate, prolificate con donne diverse. Stavolta la vostra irriverente incoerenza non vi verrà perdonata.

giovedì 5 febbraio 2009

SVEGLIAMOCI

La deriva fascista del governo Berlusconi è oramai evidente. Solo chi ha gli occhi foderati di tg asserviti può non accorgersene.
Il bavaglio alle intercettazioni favorirà il crimine. Anche questo mi pare evidente. Palate di mafiosi vengono arrestati grazie alle intercettazioni. Un presidente del Consiglio che aveva in casa Mangano e tuttora va a braccetto con Dell'Utri probabilmente ai voti di Cosa Nostra ci tiene. Senza pensare alle decine di intercettazioni di cui è stato protagonista in prima persona.

Qui se la ridacchia con Dell'Utri per una “bombetta” di Mangano. L' “eroe” a cui affidava i propri figli e i propri cavalli.

Il permesso di soggiorno costerà 200 euro. I medici potranno denunciare gli immigrati clandestini che si affidano alle loro cure. Si sta delirando, spostando l'attenzione verso gli immigrati come se fossero loro la causa della nostra disfatta economica.
Oggi se apriamo una attività economica e riusciamo ad andare avanti è solo grazie a immigrati che lavorano 15-16 ore al giorno e vengono pagati per 8. Ho lavorato in 7 ristoranti fino ad ora: le cucine vengono portate avanti esclusivamente da extracomunitari che lavorano come muli per stipendi da fame.
Oggi se il nostro sistema previdenziale non è collassato è solo grazie alle migliaia di stranieri che pagano regolarmente le tasse ma nella gran maggioranza dei casi non arrivano a riscuotere la pensione. Su questo si tace. Poche isolate voci ci dicono che se gli extracomunitari oggi lasciassero il nostro Paese in blocco ci metterebbero in ginocchio. Saremmo costretti ad implorare loro di tornare.
Proprio ieri una mia amica mi ha chiesto se conoscessi una badante, la madre ne ha un disperato bisogno. Le badanti oggi sono soprattutto donne dell'est che si prendono cura dei nostri anziani. Svolgono un ruolo impagabile. Se venissero meno saremmo costretti ad implorare loro di tornare.
Quando si ha di fronte un popolo trasfigurato in aspiranti veline e troniste spostare l'attenzione è fin troppo facile. Laddove si volesse andare a scavare seriamente nel cuore dei problemi, ecco quello che succede.

Il Governo sta ora cercando di cambiare le regole della composizione della Corte dei Conti per poter più facilmente controllare quest'altro strategico organo.

Il Governo pensa a un decreto legge in extremis per impedire ad Eluana Englaro di morire dignitosamente, in barba a una sentenza della Corte di Cassazione.

Il ministro Alfano mortifica la procura di Salerno che fa il suo dovere, toglie lo stipendio e la dignità ad un procuratore serio dalla condotta irreprensibile come Luigi Apicella.

Berlusconi diffama Soru comodamente seduto sulle poltroni delle sue televisioni, lo scudo spaziale del Lodo Alfano lo rende inattacabile da qualsiasi tentativo di controdenuncia.

Cosa altro serve per convincerci? Ragazzi questa è dittatura. Svegliamoci.

martedì 3 febbraio 2009

Siamo medici o caporali?


Colgo l'invito di un mio lettore a segnalare la petizione promossa dalle principali associazioni di medici che quotidianamente curano i nostri immigrati. Il delirio xenofobo della Lega ha raggiunto livelli deliranti. Un emendamento al decreto sicurezza prevede l'obbligatorietà della segnalazione alle autorità qualora un immigrato clandestino si rivolga alle strutture sanitarie, per essere curato. Avete capito bene. Si ritiene in questo modo di poter stanare - uso a proposito un termine caro a George W. Bush - quache clandestino in più, quando è evidente che il risultato sarebbe una rinuncia alle cure. E non solo.

“Il rischio di essere segnalato creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie - dicono i Medici Senza Frontiere - . Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri - con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati - e ripercussioni sulla salute collettiva - con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili”.

“La cancellazione del principio di non segnalazione – continua l’appello - vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio è presente nell'ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…)”.

Per sottoscrivere la petizione http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/

domenica 1 febbraio 2009

Una colata di cemento sulle bellezze archeologiche ci sotterrerà

Andrea Schiavone e Paula de Jesus sono innanzitutto belli insieme. Belli quando combattono, belli quando pretendono che le leggi vengano applicate, belli quando – voglia di fare in una mano e competenza nell'altra – tengono il fiato sul collo alle amministrazioni con cui devono fronteggiarsi. Già, perchè con le amministrazioni ci si fronteggia, oramai. Loro, pagati con le nostre tasse per fare i nostri interessi, sono diventati il nemico peggiore. Ma già sto esulando dall'argomento di questo post. E' un mio vizio e Andrea me lo ha cortesemente rimproverato anche ieri mattina.
Andrea Schiavone è a capo dell'associazione culturale Severiana. Paula de Jesus già a capo del comitato di quartiere Acilia-Madonnetta (è stata lei a spiegare a Report nella famosa puntata sull'urbanizzazione di Roma quello che stava succedendo alle Terrazze del Presidente) è ora presidente del comitato civico entroterra XIII.
Ieri l'associazione “Severiana” (www.severiana.it) ha organizzato una visita guidata gratuita per far conoscere il patrimonio archeologico mortificato del territorio del XIII municipio. Andrea ci ha fatto da cicerone. Fare un tour dell'entroterra lidense è come percorrere una grossa gimkana di cantieri edili. Il nostro verde ne è mortificato. Gli alberi girano le fronde dall'altra parte alla vista delle ruspe. I residenti (a cui da decenni vengono promessi adeguamenti nella fornitura di servizi) tremano. La Cristoforo Colombo sempre un po' più trafficata. Traffico interno sempre un poco più intenso sulle strade. E strade sempre più bucate. E buche che diventano voragini. Una catena lunga di disservizi che una miriade di comitati di quartiere sta cercando di spezzare.
Andrea oggi nelle 4 ore a disposizione è riuscito a mostrarci solo una piccola percentuale di ciò che offre il quadrante tra Monti San Paolo, Acilia, Infernetto e la zona Longarina. Un mosaico di acquedotti romani, ville rustiche e sepolcreti che potrebbero venire cancellati nel giro di pochi anni con un colpo di spugna. Che poi vuol dire un colpo di ruspa più un bel colpo di ignoranza.

Abbiamo iniziato dall'Infernetto e un cantiere che gli Amici di Beppe Grillo del XIII municipio avevano già seguito con Stefano e Fulvia quando querce di almeno ottant'anni sono state abbattute. Degli alberi secolari della zona (via Bedollo) solo un tiglio è rimasto. Per fare spazio a un residence. Ah, anche ad altri alberi, dimenticavo. Durante gli scavi è venuto alla luce un acquedotto romano del I secolo d.C. Persino la Presidenza della Repubblica attraverso un suo consigliere si è interessato alla faccenda.
Cosa ne sarà dell'acquedotto, per ora, non si sa. Quel che è certo è che al momento l'ipotesi di realizzare un antiquarium per salvaguardarlo e renderlo fruibile è scartata.

L'itinerario è proseguito su via di Acilia, laddove dovrebbe avvenire il raddoppio del grande ingorgo che congiunge via Ostiense e via Cristoforo Colombo. Per ora ci sono solo le Terrazze del Presidente, fortunatamente bloccate da un intervento della Procura di Roma che indaga sul condono edilizio dell'area. In questo video Andrea Schiavone fa il punto della situazione.


Altra tappa, altro sdegno. La villa rustica di Fralana, scoperta nel 1987, è al centro di quest'area verde a Malafede. Gli unici che paiono interessarsene sono i cani che vanno a defecarci sopra.
Nei video la spiegazione di Andrea Schiavone e la mia polemica col consigliere municipale Stefano Salvemme.


Salvemme mi ha poi avvicinato dicendomi che il consiglio municipale può ora essere filmato senza problemi, previa registrazione delle presenze all'ingresso. Ha aggiunto che la tecnologia va avanti più veloce della politica. Su questo gli do in parte ragione. Sarebbe stato più giusto dire che vanno in direzioni opposte: la tecnologia aiuta la trasparenza e la partecipazione, la politica si arrocca su se stessa e sulla stampa asservita. Ma recepisco pure il dato positivo, non voglio essere tacciato di disfattismo: Salemme mi ha garantito zero problemi nel riprendere il consiglio municipale. Mi fa piacere.

A Monti di San Paolo è il sepolcreto ad essere al centro dell'attenzione. Nell'area di aggregazione che sta sorgendo NULLA sembra voler essere fatto per custodire i reperti della zona, di cui si è a conoscenza dal 1923. Solo strade per ora.

A Dragoncello fortunatamente il cemento per ora è un poco più lontano. Più lontana ancora l'attenzione dell'amministrazione romana e municipale. 2500 mq di ville rustiche non devono poi significare molto, no? Murature del VI secolo a.C. forse legate alla nascita stessa di Ostia non bastano per donare all'area la dignità di museo a cielo aperto che gli spetta. Un impianto termale e finissimi mosaici possono ben stare sotto la sterpaglia.



Longarina è oggetto di una spaventosa opera di “riqualificazione” con centro commerciale e piscina. Sequestrata e poi riaperta, l'area è oggetto di indagine da parte della procura di Roma.

Alla denuncia dovrebbe seguire un atteggiamento propositivo. Su questo siamo d'accordo. Non sono un esperto archeologo tantomeno un urbanista ma non voglio venire meno al momento dell'iniziativa. Proposte: salvaguardare il patromonio archeologico, investire su di esso risorse che poi verrebbero largamente ripagate. Ovviamente una classe politica che si lascia guidare solo dall'emergenza (emergenza reperimento voti, si intende) non è in grado di farcela.

Investire sul patrimonio culturale significa nuovi posti di lavoro attraverso l'utilizzo e la conservazione. Andrea suggeriva cooperative di giovani che potrebbero prendersi cura degli scavi. Per non parlare delle guide turistiche, gli interpreti, gli addetti ai bookshop, la possibilità di convertire in bed and breakfast gli appartamenti utilizzati soltanto durante l'estate. Un'amministrazione lungimirante si adopererebbe per creare un vero tour del litorale.
Basti pensare agli scavi di Ostia Antica, al mare e alla vicinanza dell'aeroporto di Fiumicino. La visita del tredicesimo municipio potrebbe rappresentare l'ultimo giorno a Roma dei viaggi di milioni di turisti. Scavi di Ostia Antica, le altre bellezze archeologiche (nel circuito sarebbe facile far rientrare la necropoli dell'Isola Sacra) e per chi vorrà mare o pineta di Castelfusano. Ristoranti che farebbero buoni affari, alberghi sul litorale pieni tutto l'anno (e questo significherebbe migliaia di posti di lavoro, ovviamente) e l'indomani partenza da Fiumicino.
Ricchezza solo valorizzando la cultura e la natura. Ma un progetto di quest'entità richiede lungimiranza. Tutto il contrario di ciò che fa la politica.

mercoledì 28 gennaio 2009

Meglio essere ammazzati come Borsellino che morire a poco a poco

Stamattina ho partecipato alla manifestazione organizzata da Sonia Alfano a sostegno di Luigi Apicella e i bravi magistrati italiani. E' stato un grosso urlo collettivo che reclamava giustizia e rispetto della Costituzione. E' stato un gesto di sdegno comune, partito dal basso per gridare NO a chi calpesta la democrazia, a chi sputa in faccia alla Costituzione, ai delinquenti, ai mafiosi e agli amici dei mafiosi che occupano i posti più importanti delle istituzioni.
Una piazza gremita ha pianto insieme, al ricordo di Falcone e Borsellino. Hanno partecipato tra gli altri Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Antonio Di Pietro e Beppe Grillo.

E' stata una bella giornata che ho avuto il piacere di condividere con Silvana. All'entrata in piazza da Campo dei Fiori mi sono imbattuto in Beppe Grillo, gli ho stretto la mano e ci siamo augurati a vicenda di scoprire una piazza gremita. E così è stato.

Riporto l' intervento di Salvatore Borsellino, a mio avviso quello più carico dei sentimenti che dentro coviamo anche noi. La rabbia e la voglia mista a speranza che le cose cambino.



La stampa asservita ha ovviamente ignorato la sete di giustizia e onestà che trasudava dalla pelle di ognuno dei presenti. Si è focalizzata su un pretestuoso attacco a Di Pietro, reo di aver chiesto la libertà di esprimere il proprio dissenso nei confronti di alcune prese di posizione del Presidente della Repubblica. Ma ce lo aspettavamo tutti. Di Pietro è l'unico che ha potuto ricevere applausi dalla piazza Farnese di oggi, una piazza che non ha fatto sconti. La lottizzazione politica dei media non poteva farla passare liscia. Il servilismo dei giornalisti ha fatto il resto.

In piazza mi sono imbattuto in Carlo Costantini, il candidato dell'Italia dei Valori alle scorse elezioni regionali in Abruzzo. Ho seguito attentamente la sua campagna elettorale. Ho notato una fine sensibilità e una piacevole competenza per quel che concerne i temi ambientali e di gestione dei rifiuti. Oggi incontrandolo mi ha fatto piacere dirglielo. Ho aggiunto che, secondo me, Di Pietro per accaparrarsi le simpatie dei "Grillini" dovrebbe fare lo stesso. Ho argomentato a modo mio ed è stato educatamente ad ascoltarmi. Alla fine mi ha risposto che il partito sta lavorando anche su questi temi, soprattutto in relazione alla proposta governativa del nucleare. Mi ha stretto entrambe le mani e mi ha fatto un gran sorriso dicendo: "Mi ha fatto molto piacere quello che mi hai detto, davvero". Me ne sono andato a lavorare contento.

lunedì 26 gennaio 2009

C'è ancora un'Italia

A un giorno e mezzo dalla manifestazione a Piazza Farnese in sostegno della procura di Salerno, sono incappato in questo video. E' tardi, ho sonno, mi stavo mettendo a letto, ma ho ritenuto opportuno fare un piccolo sforzo ulteriore per postarlo e poterlo condividere con chi ogni tanto trova il tempo di leggere il mio blog.

C'è ancora un'Italia che si indigna. C'è ancora un'Italia che sa alzare la voce. C'è ancora un'Italia che ha sete di giustizia, che si alza la mattina e cerca di affrontare ogni giornata emulando un granello dell'eroismo di Falcone e Borsellino. Il ragazzo nel video e le persone che lo applaudono sono la speranza. Sono la forza per continuare a combattere.


sabato 24 gennaio 2009

Cara Enel, mi sa che devi ridarci qualche soldino...

Vertenza contro gli incentivi dello Stato italiano all'energia prodotta con gli inceneritori. Ovvero ci riprendiamo per vie legali quello che ci avete ingiustamente prelevato dalle nostre tasche. E' l'obiettivo dell'associazione “Diritto al futuro” che stamattina ha presentato a Palazzo Valentini la propria iniziativa.

Provo a spiegarla il più chiaramente possibile. Suddivido la spinosa questione in una crono-tabella:

1.Dal 1991 gli utenti del mercato elettrico (ovvero noi e le aziende che utilizzano energia elettrica) devono pagare oltre alla bolletta una voce in più, il cosiddetto CIP6, per incentivare la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili, ma anche assimilate. In sostanza si finanziano non soltanto l'energia solare o eolica, ma anche gli inceneritori.

2.Nel 2001 la comunità europea emana la direttiva 77 che disciplina la produzione di energia elettrica esclusivamente da fonti rinnovabili.

3.Nel dicembre del 2003 il legislatore italiano recepisce la direttiva col D.Lgs 387, senza però modificare il meccanismo incentivante disciplinato dalla legge del 1991.

4.Con la finanziaria del 2007, per non essere sanzionata dalla UE che aveva già aperto la procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano, si è finalmente eliminata la parola “assimilate”, anche se di fatto il sistema incentivante continua a finanziare inceneritori come quello di Acerra o quelli siciliani.

Il legislatore italiano, in soldoni il nostro amato parlamento, ha dovuto quindi ammettere di essersi sbagliato. Ops, non si potevano finanziare pure gli inceneritori...? Che sbadato che sono stato!
La vertenza ha quindi lo scopo di farci restituire il mal tolto. E' una battaglia politica, simbolica, che rappresenta comunque un segnale. In caso di esito positivo, per una famiglia media, la cifra restituita si aggirerebbe sui 150 euro che non cambiano certo la vita. Ma combattere questa battaglia, comunque andrà a finire, significherà fare capire a chi da lassù decide della nostra salute, che non ci stiamo più a farci prendere per il culo.

Per avere i dettagli su come aderire alla vertenza www.dirittoalfuturo.it

Ecco l'intervento di Paul Connett, professore di chimica alla St Lawrence University a Canton, New York e promotore della strategia "Rifiuti Zero".



venerdì 23 gennaio 2009

I bambini fanno "Oohh, ma che diavolo succede?"


Le eguaglianze omosessualità-infelicità ed eterosessualità-felicità vanno sfatate. Cancellate. Sono alla base di tragedie a livello personale e familiare e per questo ritengo giusta la protesta che si è levata contro la canzone di Povia. Il cantante, che aveva già mostrato di che pasta fosse fatto in occasione del “Family Day” (leggasi manifestazione contro le unioni di fatto) ne ha tirata fuori un'altra delle sue. Stavolta con la complicità ancor maggiore delle istituzioni. Il messaggio che giungerà ai milioni di telespettatori del Festival di Sanremo sarà una bella bomba. E non ci voleva proprio. 
Pochi sanno – molti fanno finta di dimenticare – che abbiamo centinaia di migliaia di omosessuali che vivono nel terrore di essere scoperti dai propri familiari, dai propri amici, dai genitori e dai propri datori di lavoro. Hanno già insita la consapevolezza che amare una persona dello stesso sesso sia peccato, sia la condanna all'infelicità. La nostra classe politica dovrebbe adoperarsi per evitare queste tragedie, per dire no all'abominio di chi pone in relazione omosessualità e malattia. Invece no. Il Vaticano comanda, la politica obbedisce, le minoranze soffrono.

Si riempiono la bocca con parole come diritti, doveri, famiglia, società. E non sanno nemmeno di cosa stiano parlando. Qui si parla di diniego del diritto di amare e di perseguire la propria felicità. Né più, né meno. 

Poter conferire la cittadinanza ad un ragazzo extracomunitario, per il ragazzo italiano che lo ama rappresenta la felicità.
Poter succedere nell'affidamento dei figli, per genitori omosessuali e per i figli stessi rappresenta la felicità.
Poter andare a trovare il nostro caro che soffre in una stanza di ospedale, poter succedere in un contratto di affitto per qualcuno di noi può rappresentare almeno un soffio di serenità.

La nostra classe clerico-politica ha espressamente detto no alla possibilità per centinaia di migliaia di persone di vivere serenamente. Ha condannato centinaia di migliaia di gay e lesbiche a vivere sulla graticola. Non siamo nemmeno liberi di innamorarci, in alcuni casi. Senza diritti in altri.
Ora che altro vogliono propinarci? Scordate i vostri diritti, diventare eterosessuale si può, impegnatevi e raggiungerete la felicità pure voi. La chiamo grande bufala, per non definirla istigazione al suicidio.

Luca era gay. E non c'era niente di male, secondo me.
Luca si è ammazzato, in un paesino siciliano. O impiccato in Iran. E non c'è niente di male. Per la chiesa e per la nostra classe politica.

martedì 20 gennaio 2009

Terrazze del Presidente, si comincia a costruire l'inchiesta

Va avanti l'inchiesta sulle pratiche di condono delle "Terrazze del Presidente". Riporto l'articolo da Repubblica .it di oggi.

L'inchiesta, che coinvolge il XIII Municipio, la società costruttrice della lottizzazione Eur Servizi Terziari e addetti dell'ufficio condono edilizio, ha preso spunto dall'inchiesta giornalistica della trasmissione di Raitre 'Report', andata in onda lo scorso maggio. Il pm titolari dell'inchiesta sono Sergio Colaiocco e Delia Cardia che, questa mattina, erano presenti all'acquisizione dei documenti.

Un "archivio riservato" contenente documentazione relativa a pratiche di condoni edilizi è stato scoperto e sequestrato dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria dei vigili urbani nel corso di una decina di perquisizioni compiute nell'Ufficio speciale condono edilizio e presso la società Gemma spa che gestisce l'struzione delle pratiche di condono di edilizio.

Le perquisizioni sono state disposte dai pm della Procura di Roma Sergio Colaiocco e Delia Cardia nell'ambito dell'inchiesta sul complesso residenziale le "Terrazze del Presidente" parte del quale è sotto sequestro. Nell'inchiesta compaiono 17 indagati (e non sedici come detto in precedenza) tra dipendenti municipali, tecnici, funzionari, rappresentanti legali della lottizzazione incriminata e professionisti. Le ipotesi di reato sono quelle di abuso edilizio, abuso di ufficio e falso.

Ed è un'inchiesta a tutto campo quella della Procura di Roma, partita dalla lottizzazione delle "Terrazze del presidente, che ora si allarga anche ora ad altre pratiche di condono. 

L'archivio segreto sequestrato oggi contiene infatti documentazione non solo attinente al compesso residenziale alla periferia di Roma, ma anche relativo ad altre vicende che saranno ora passate al setaccio dalla polizia municipale e dagli inquirenti.

A provocare le perquisizioni di oggi, eseguite anche nelle abitazioni di alcuni indagati, è stata anche la mancata consegna alla Procura di Roma della documentazione relativa alle "Terrazze del presidente". La documnetazione era stata sollecitata dai magistrati all'Ufficio speciale condono edilizio e alla Gemma spa, società che gestisce le praiche di condono. 

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati dei computer. A partire da mercoledì cominceranno gli interrogatori degli indagati.

lunedì 19 gennaio 2009

Primo piccolo successo. Ora via i lucchetti




E' stata la prima vittoria del 2009. Nulla di definitivo, purtroppo, ma un primo piccolo successo va gustato in quanto tale. Il tribunale di Ostia ha rimandato al 3 marzo la discussione sul provvedimento di sfratto nei confronti delle associazioni che lavorano nei capannoni di via Aristo di Ascalona. 
E' stata una bella notizia, accolta con un applauso liberatorio da quanti oggi – come me – erano lì a far sentire la propria voce. A far avvertire il proprio sdegno. Forse anche soltanto a far percepire la propria esistenza. 
L'unione tra le differenti realtà del territorio ha fatto la forza. E se dai proclami, dalle ghettizzazioni, dalle divisioni si riesce a combattere insieme per ciò in cui crediamo ritengo che qualcosa di buono possa uscirne fuori. Quanto successo oggi ne è la riprova.
Alcuni personaggi delle istituzioni erano presenti e non posso che ringraziarli. Anche se poi chissà quanto ci sia di fattivo e quanto di propagandistico. Il tempo e una maggiore attenzione nei confronti dei lavori del consiglio comunale e regionale magari mi aiuteranno a dare qualche risposta in più. 


Ecco il comunicato diffuso da Fontana e Foschi.
CASAL PALOCCO. FONTANA (LA SINISTRA) E FOSCHI (PD): “PASSO AVANTI PER TUTELA VERDE PUBBLICO”

“La decisione del Tribunale di Ostia di concedere la sospensiva dello sfratto fissando l’udienza di merito per il prossimo tre marzo è una novità importante, frutto della mobilitazione dei cittadini. Ed è una decisione che va rispettata. Ora però bisogna trovare una rapida soluzione per salvaguardare l’utilizzo pubblico delle aree verdi del consorzio Casal Palocco”. Lo dichiarano in una nota Enrico Fontana, Portavoce del gruppo federato ‘La Sinistra’ in Consiglio regionale e il consigliere del Pd Enzo Foschi, che questa mattina hanno partecipato al presidio organizzato dalle associazioni.

“In Consiglio regionale - ricordano Fontana e Foschi - è già stata presentata una mozione, firmata anche dal consigliere Carapella, per tutelare la fruizione pubblica di queste aree. Adesso siamo impegnati affinché venga fissata entro questa settimana la data dell’incontro tra Comune di Roma, Muncipio XIII, Regione Lazio, associazioni dei cittadini e l’imprenditore che rivendica diritti sui terreni”.

“Ci sono tutte le condizioni - concludono Fontana e Foschi - affinché questa vicenda che si trascina da anni trovi finalmente una soluzione positiva, preservando le aree verdi del consorzio Casal Palocco e assicurandone l’utilizzo per attività sociali e verde pubblico”.