Alla festa del PD di Coltano (Pisa) ho avuto modo di formulare qualche domanda a Ignazio Marino e scambiare quattro chiacchiere alla fine dell'incontro pubblico.
Ecco le domande, testualmente.
1. Cosa pensa degli inceneritori come metodo di smaltimento dei rifiuti?
2. Il Pd con a capo Ignazio Marino avrebbe permesso l'ingresso in Parlamento dell'ex assessore della giunta Vendola Alberto Tedesco e, nel caso i magistrati chiederanno la possibilità di procedere nei confronti dello stesso, il Pd di Marino concederebbe l'immunità?
Ecco le risposte del sen.Marino.
Da uomo di scienza Marino ha dato prova di non volersi fermare ai metodi obsoleti che abbiamo utilizzato finora per lo smaltimento dei rifiuti.
Lo ammetto sono di parte. Marino è censurato da tutti. E questo mi fa sperare (come a Paolo Flores D'Arcais di Micromega) che possa essere davvero l'uomo che riuscirà a far fuori la nomenklatura del Pd.
Sul caso Tedesco l'ho costretto probabilmente al politichese. Non sapevo del suo ruolo nella commissione d'inchiesta sul SSN.
All'uscita senza telecamera gli ho posto l'ultima domanda.
"Il Pd di Marino li farebbe uscire dal Parlamento i condannati?".
"Al Senato ho sempre votato contro le immunità". E mi ha dato una gran stretta di mano.
Le primarie si avvicinano. Se vincesse Bersani si potrebbe andare verso l'alleanza Pd-Udc. La parola opposizione verrebbe bandita dai dizionari. Mi si accappona la pelle al pensiero.
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lunedì 7 settembre 2009
sabato 24 gennaio 2009
Cara Enel, mi sa che devi ridarci qualche soldino...

Vertenza contro gli incentivi dello Stato italiano all'energia prodotta con gli inceneritori. Ovvero ci riprendiamo per vie legali quello che ci avete ingiustamente prelevato dalle nostre tasche. E' l'obiettivo dell'associazione “Diritto al futuro” che stamattina ha presentato a Palazzo Valentini la propria iniziativa.
Provo a spiegarla il più chiaramente possibile. Suddivido la spinosa questione in una crono-tabella:
1.Dal 1991 gli utenti del mercato elettrico (ovvero noi e le aziende che utilizzano energia elettrica) devono pagare oltre alla bolletta una voce in più, il cosiddetto CIP6, per incentivare la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili, ma anche assimilate. In sostanza si finanziano non soltanto l'energia solare o eolica, ma anche gli inceneritori.
2.Nel 2001 la comunità europea emana la direttiva 77 che disciplina la produzione di energia elettrica esclusivamente da fonti rinnovabili.
3.Nel dicembre del 2003 il legislatore italiano recepisce la direttiva col D.Lgs 387, senza però modificare il meccanismo incentivante disciplinato dalla legge del 1991.
4.Con la finanziaria del 2007, per non essere sanzionata dalla UE che aveva già aperto la procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano, si è finalmente eliminata la parola “assimilate”, anche se di fatto il sistema incentivante continua a finanziare inceneritori come quello di Acerra o quelli siciliani.
Il legislatore italiano, in soldoni il nostro amato parlamento, ha dovuto quindi ammettere di essersi sbagliato. Ops, non si potevano finanziare pure gli inceneritori...? Che sbadato che sono stato!
La vertenza ha quindi lo scopo di farci restituire il mal tolto. E' una battaglia politica, simbolica, che rappresenta comunque un segnale. In caso di esito positivo, per una famiglia media, la cifra restituita si aggirerebbe sui 150 euro che non cambiano certo la vita. Ma combattere questa battaglia, comunque andrà a finire, significherà fare capire a chi da lassù decide della nostra salute, che non ci stiamo più a farci prendere per il culo.
Per avere i dettagli su come aderire alla vertenza www.dirittoalfuturo.it
Ecco l'intervento di Paul Connett, professore di chimica alla St Lawrence University a Canton, New York e promotore della strategia "Rifiuti Zero".
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domenica 28 dicembre 2008
E' l'anno nuovo
Il 2009 sta per iniziare e con esso - spero - una nuova stagione della mia vita. Pochi giorni fa, di getto, ho partecipato a una riunione del MeetUp degli amici di Beppe Grillo del XIII municipio di Roma. Con loro ho capito il desiderio - vero - che è dentro di me di rendermi utile alla collettività. I ragazzi mi hanno illustrato il convegno che stanno preparando sui mali che, a tutti i livelli, gli inceneritori comportano. I primi di febbraio presenteranno il loro lavoro. Conoscevo parecchie delle cose che hanno organicamente messo insieme anche se - per dirla con un paio di espressioni comuni - una ripassata non fa mai male e non si finisce mai di imparare. Le diverse anime del gruppo che nelle poche ore trascorse insieme sono riuscito a scorgere riflettono un po' le diverse opzioni che ci vengono concesse nell'affrontare un problema.
Io sono poco diplomatico, lo ammetto. La malafede mi irrita, i furbetti mi irritano. Chi specula sulla mia vita, sul nostro ambiente, sulla nostra terra e sul nostro verde, sulla bellezza di una pineta o di una duna di sabbia mi irrita. Chi parcheggia davanti a uno scivolo per disabili mi fa gridare 'stupido!'. Chi parcheggia sulle striscie pedonali e mi costringe ad accerchiarlo per attraversare la strada, mi fa gridare 'stupido!'. In certi casi ho la tendenza a non cercare di capire né di ascoltare. Ho ancora 26 anni - crescerò - e non scendo a compromessi. Se rilasci una concessione edilizia laddove c'era un parco, mi offendi. Rendi più brutta la mia vita, più difficile la mia ricerca del bello. Cancelli uno scorcio che creava serenità e aria buona, magari voglia di correre, magari turismo. Se costruisci prima un quartiere e poi la fogne e le strade, sei incapace o corrotto. Si potrebbe andare avanti all'infinito. Chi non si è ancora annoiato e sta leggendo questo post probabilmente potrebbe aiutarmi con mille esempi. Se investi nell'energia nucleare ma non in quella solare... Se le pale di una centrale eolica deturpano il paesaggio ma i quartieri dormitorio negli ultimi brandelli di agro romano no... Se il latte alla spina crudo fa male ma le nanoparticelle di un inceneritore no... A tutti i livelli ci sono esempi di una classe politica che ci offende, a cui abbiamo delegato troppo o che ci interpella solo a poche settimane dalla chiamata alle urne. Per una manciata di voti i ragazzi del MeetUp non hanno eletto un proprio rappresentante nel XIII municipio di Roma alle scorse elezioni. Da qui alle prossime credo ci sia da lavorare molto, ma l'impegno di Beppe Grillo per formare organicamente e capillarmente le sue ListeCiviche a 5 stelle nei comuni di tutta Italia potrebbe essere un bel traino.
Allora chiudo gli occhi solo per un paio di minuti. Invito anche chi legge a farlo. Immaginiamo il nostro territorio durante una domenica di primavera. Ce ne andiamo - un bel gruppo di amici - a prendere un gelato al mare. Ci siamo dati appuntamento. Alcuni arrivano soli, altri in coppia. Altri ancora in gruppetti da 3 o 4. La linea rossa della pista ciclabile attraversa tutto il quartiere. "Ho pensato ci sarebbe stata troppa gente in giro oggi, magari non avrei trovato dove poggiarla" - dice uno che ha preso una bici al distributore bike sharing vicino casa e l'ha riposata in uno dei tanti sul lungomare. Si passeggia. Il mare si vede. Non bisogna immaginarlo al di là del cemento colato sulla battigia per costruire cabine, bungalow, miniappartamenti, loft (?) sulla sabbia. Sulla passeggiata in legno pensata anche per i disabili le sedie a rotelle camminano alla stessa velocità di chi sta in piedi. La gente ha lasciato le macchine a casa, oggi tutto il centro è isola pedonale. Comincia ad alzarsi la temperatura e decidiamo di andare al parco. "Volevano costruirci qui, ricordate?". Si sente qualcuno che sorride e dà la pacca sulla spalla a un altro. All'ingresso c'è scritto come comportarsi all'interno dell'area verde. Hanno piantato dei nuovi alberi e raccomandano di tenersi lontani dall'area recintata. "Gli alberi del concerto", ricorda uno. Già, c'era stato un concerto un paio di sere prima e gli artisti che passavano per il nostro territorio compensavano l'emissione di CO2 piantando degli alberi nei nostri parchi. Dalle panchine su cui siamo seduti cominciano le proposte di chi - finito il ghiacciolo - vuole ancora succhiare un po' dalla mammella della domenica pomeriggio di primavera. Si rimonta in bicicletta e non ci si mette d'accordo perchè è un mondo migliore, ma non è certo il paradiso. La navetta porta agli scavi archeologici e a quella necropoli nel comune contiguo che i partiti-reperti delle precedenti amministrazioni stavano sotterrando di nuovo. Un'altra conduce alle dune di sabbia e verde a pochi chilometri di distanza. E' già piena di tedeschi, quella zona incontaminata è nelle guide turistiche. Un'altra ancora ha come meta la zona di allenamento all'aria aperta all'interno della pineta. Non ci si mette d'accordo nemmeno stavolta. Vabbè ognuno per la strada propria. Non è mica colpa nostra vivere in un territorio che abbiamo reso così bello.
Io sono poco diplomatico, lo ammetto. La malafede mi irrita, i furbetti mi irritano. Chi specula sulla mia vita, sul nostro ambiente, sulla nostra terra e sul nostro verde, sulla bellezza di una pineta o di una duna di sabbia mi irrita. Chi parcheggia davanti a uno scivolo per disabili mi fa gridare 'stupido!'. Chi parcheggia sulle striscie pedonali e mi costringe ad accerchiarlo per attraversare la strada, mi fa gridare 'stupido!'. In certi casi ho la tendenza a non cercare di capire né di ascoltare. Ho ancora 26 anni - crescerò - e non scendo a compromessi. Se rilasci una concessione edilizia laddove c'era un parco, mi offendi. Rendi più brutta la mia vita, più difficile la mia ricerca del bello. Cancelli uno scorcio che creava serenità e aria buona, magari voglia di correre, magari turismo. Se costruisci prima un quartiere e poi la fogne e le strade, sei incapace o corrotto. Si potrebbe andare avanti all'infinito. Chi non si è ancora annoiato e sta leggendo questo post probabilmente potrebbe aiutarmi con mille esempi. Se investi nell'energia nucleare ma non in quella solare... Se le pale di una centrale eolica deturpano il paesaggio ma i quartieri dormitorio negli ultimi brandelli di agro romano no... Se il latte alla spina crudo fa male ma le nanoparticelle di un inceneritore no... A tutti i livelli ci sono esempi di una classe politica che ci offende, a cui abbiamo delegato troppo o che ci interpella solo a poche settimane dalla chiamata alle urne. Per una manciata di voti i ragazzi del MeetUp non hanno eletto un proprio rappresentante nel XIII municipio di Roma alle scorse elezioni. Da qui alle prossime credo ci sia da lavorare molto, ma l'impegno di Beppe Grillo per formare organicamente e capillarmente le sue ListeCiviche a 5 stelle nei comuni di tutta Italia potrebbe essere un bel traino.
Allora chiudo gli occhi solo per un paio di minuti. Invito anche chi legge a farlo. Immaginiamo il nostro territorio durante una domenica di primavera. Ce ne andiamo - un bel gruppo di amici - a prendere un gelato al mare. Ci siamo dati appuntamento. Alcuni arrivano soli, altri in coppia. Altri ancora in gruppetti da 3 o 4. La linea rossa della pista ciclabile attraversa tutto il quartiere. "Ho pensato ci sarebbe stata troppa gente in giro oggi, magari non avrei trovato dove poggiarla" - dice uno che ha preso una bici al distributore bike sharing vicino casa e l'ha riposata in uno dei tanti sul lungomare. Si passeggia. Il mare si vede. Non bisogna immaginarlo al di là del cemento colato sulla battigia per costruire cabine, bungalow, miniappartamenti, loft (?) sulla sabbia. Sulla passeggiata in legno pensata anche per i disabili le sedie a rotelle camminano alla stessa velocità di chi sta in piedi. La gente ha lasciato le macchine a casa, oggi tutto il centro è isola pedonale. Comincia ad alzarsi la temperatura e decidiamo di andare al parco. "Volevano costruirci qui, ricordate?". Si sente qualcuno che sorride e dà la pacca sulla spalla a un altro. All'ingresso c'è scritto come comportarsi all'interno dell'area verde. Hanno piantato dei nuovi alberi e raccomandano di tenersi lontani dall'area recintata. "Gli alberi del concerto", ricorda uno. Già, c'era stato un concerto un paio di sere prima e gli artisti che passavano per il nostro territorio compensavano l'emissione di CO2 piantando degli alberi nei nostri parchi. Dalle panchine su cui siamo seduti cominciano le proposte di chi - finito il ghiacciolo - vuole ancora succhiare un po' dalla mammella della domenica pomeriggio di primavera. Si rimonta in bicicletta e non ci si mette d'accordo perchè è un mondo migliore, ma non è certo il paradiso. La navetta porta agli scavi archeologici e a quella necropoli nel comune contiguo che i partiti-reperti delle precedenti amministrazioni stavano sotterrando di nuovo. Un'altra conduce alle dune di sabbia e verde a pochi chilometri di distanza. E' già piena di tedeschi, quella zona incontaminata è nelle guide turistiche. Un'altra ancora ha come meta la zona di allenamento all'aria aperta all'interno della pineta. Non ci si mette d'accordo nemmeno stavolta. Vabbè ognuno per la strada propria. Non è mica colpa nostra vivere in un territorio che abbiamo reso così bello.
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