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domenica 1 febbraio 2009

Una colata di cemento sulle bellezze archeologiche ci sotterrerà

Andrea Schiavone e Paula de Jesus sono innanzitutto belli insieme. Belli quando combattono, belli quando pretendono che le leggi vengano applicate, belli quando – voglia di fare in una mano e competenza nell'altra – tengono il fiato sul collo alle amministrazioni con cui devono fronteggiarsi. Già, perchè con le amministrazioni ci si fronteggia, oramai. Loro, pagati con le nostre tasse per fare i nostri interessi, sono diventati il nemico peggiore. Ma già sto esulando dall'argomento di questo post. E' un mio vizio e Andrea me lo ha cortesemente rimproverato anche ieri mattina.
Andrea Schiavone è a capo dell'associazione culturale Severiana. Paula de Jesus già a capo del comitato di quartiere Acilia-Madonnetta (è stata lei a spiegare a Report nella famosa puntata sull'urbanizzazione di Roma quello che stava succedendo alle Terrazze del Presidente) è ora presidente del comitato civico entroterra XIII.
Ieri l'associazione “Severiana” (www.severiana.it) ha organizzato una visita guidata gratuita per far conoscere il patrimonio archeologico mortificato del territorio del XIII municipio. Andrea ci ha fatto da cicerone. Fare un tour dell'entroterra lidense è come percorrere una grossa gimkana di cantieri edili. Il nostro verde ne è mortificato. Gli alberi girano le fronde dall'altra parte alla vista delle ruspe. I residenti (a cui da decenni vengono promessi adeguamenti nella fornitura di servizi) tremano. La Cristoforo Colombo sempre un po' più trafficata. Traffico interno sempre un poco più intenso sulle strade. E strade sempre più bucate. E buche che diventano voragini. Una catena lunga di disservizi che una miriade di comitati di quartiere sta cercando di spezzare.
Andrea oggi nelle 4 ore a disposizione è riuscito a mostrarci solo una piccola percentuale di ciò che offre il quadrante tra Monti San Paolo, Acilia, Infernetto e la zona Longarina. Un mosaico di acquedotti romani, ville rustiche e sepolcreti che potrebbero venire cancellati nel giro di pochi anni con un colpo di spugna. Che poi vuol dire un colpo di ruspa più un bel colpo di ignoranza.

Abbiamo iniziato dall'Infernetto e un cantiere che gli Amici di Beppe Grillo del XIII municipio avevano già seguito con Stefano e Fulvia quando querce di almeno ottant'anni sono state abbattute. Degli alberi secolari della zona (via Bedollo) solo un tiglio è rimasto. Per fare spazio a un residence. Ah, anche ad altri alberi, dimenticavo. Durante gli scavi è venuto alla luce un acquedotto romano del I secolo d.C. Persino la Presidenza della Repubblica attraverso un suo consigliere si è interessato alla faccenda.
Cosa ne sarà dell'acquedotto, per ora, non si sa. Quel che è certo è che al momento l'ipotesi di realizzare un antiquarium per salvaguardarlo e renderlo fruibile è scartata.

L'itinerario è proseguito su via di Acilia, laddove dovrebbe avvenire il raddoppio del grande ingorgo che congiunge via Ostiense e via Cristoforo Colombo. Per ora ci sono solo le Terrazze del Presidente, fortunatamente bloccate da un intervento della Procura di Roma che indaga sul condono edilizio dell'area. In questo video Andrea Schiavone fa il punto della situazione.


Altra tappa, altro sdegno. La villa rustica di Fralana, scoperta nel 1987, è al centro di quest'area verde a Malafede. Gli unici che paiono interessarsene sono i cani che vanno a defecarci sopra.
Nei video la spiegazione di Andrea Schiavone e la mia polemica col consigliere municipale Stefano Salvemme.


Salvemme mi ha poi avvicinato dicendomi che il consiglio municipale può ora essere filmato senza problemi, previa registrazione delle presenze all'ingresso. Ha aggiunto che la tecnologia va avanti più veloce della politica. Su questo gli do in parte ragione. Sarebbe stato più giusto dire che vanno in direzioni opposte: la tecnologia aiuta la trasparenza e la partecipazione, la politica si arrocca su se stessa e sulla stampa asservita. Ma recepisco pure il dato positivo, non voglio essere tacciato di disfattismo: Salemme mi ha garantito zero problemi nel riprendere il consiglio municipale. Mi fa piacere.

A Monti di San Paolo è il sepolcreto ad essere al centro dell'attenzione. Nell'area di aggregazione che sta sorgendo NULLA sembra voler essere fatto per custodire i reperti della zona, di cui si è a conoscenza dal 1923. Solo strade per ora.

A Dragoncello fortunatamente il cemento per ora è un poco più lontano. Più lontana ancora l'attenzione dell'amministrazione romana e municipale. 2500 mq di ville rustiche non devono poi significare molto, no? Murature del VI secolo a.C. forse legate alla nascita stessa di Ostia non bastano per donare all'area la dignità di museo a cielo aperto che gli spetta. Un impianto termale e finissimi mosaici possono ben stare sotto la sterpaglia.



Longarina è oggetto di una spaventosa opera di “riqualificazione” con centro commerciale e piscina. Sequestrata e poi riaperta, l'area è oggetto di indagine da parte della procura di Roma.

Alla denuncia dovrebbe seguire un atteggiamento propositivo. Su questo siamo d'accordo. Non sono un esperto archeologo tantomeno un urbanista ma non voglio venire meno al momento dell'iniziativa. Proposte: salvaguardare il patromonio archeologico, investire su di esso risorse che poi verrebbero largamente ripagate. Ovviamente una classe politica che si lascia guidare solo dall'emergenza (emergenza reperimento voti, si intende) non è in grado di farcela.

Investire sul patrimonio culturale significa nuovi posti di lavoro attraverso l'utilizzo e la conservazione. Andrea suggeriva cooperative di giovani che potrebbero prendersi cura degli scavi. Per non parlare delle guide turistiche, gli interpreti, gli addetti ai bookshop, la possibilità di convertire in bed and breakfast gli appartamenti utilizzati soltanto durante l'estate. Un'amministrazione lungimirante si adopererebbe per creare un vero tour del litorale.
Basti pensare agli scavi di Ostia Antica, al mare e alla vicinanza dell'aeroporto di Fiumicino. La visita del tredicesimo municipio potrebbe rappresentare l'ultimo giorno a Roma dei viaggi di milioni di turisti. Scavi di Ostia Antica, le altre bellezze archeologiche (nel circuito sarebbe facile far rientrare la necropoli dell'Isola Sacra) e per chi vorrà mare o pineta di Castelfusano. Ristoranti che farebbero buoni affari, alberghi sul litorale pieni tutto l'anno (e questo significherebbe migliaia di posti di lavoro, ovviamente) e l'indomani partenza da Fiumicino.
Ricchezza solo valorizzando la cultura e la natura. Ma un progetto di quest'entità richiede lungimiranza. Tutto il contrario di ciò che fa la politica.

domenica 28 dicembre 2008

E' l'anno nuovo

Il 2009 sta per iniziare e con esso - spero - una nuova stagione della mia vita. Pochi giorni fa, di getto, ho partecipato a una riunione del MeetUp degli amici di Beppe Grillo del XIII municipio di Roma. Con loro ho capito il desiderio - vero - che è dentro di me di rendermi utile alla collettività. I ragazzi mi hanno illustrato il convegno che stanno preparando sui mali che, a tutti i livelli, gli inceneritori comportano. I primi di febbraio presenteranno il loro lavoro. Conoscevo parecchie delle cose che hanno organicamente messo insieme anche se - per dirla con un paio di espressioni comuni - una ripassata non fa mai male e non si finisce mai di imparare. Le diverse anime del gruppo che nelle poche ore trascorse insieme sono riuscito a scorgere riflettono un po' le diverse opzioni che ci vengono concesse nell'affrontare un problema.

Io sono poco diplomatico, lo ammetto. La malafede mi irrita, i furbetti mi irritano. Chi specula sulla mia vita, sul nostro ambiente, sulla nostra terra e sul nostro verde, sulla bellezza di una pineta o di una duna di sabbia mi irrita. Chi parcheggia davanti a uno scivolo per disabili mi fa gridare 'stupido!'. Chi parcheggia sulle striscie pedonali e mi costringe ad accerchiarlo per attraversare la strada, mi fa gridare 'stupido!'. In certi casi ho la tendenza a non cercare di capire né di ascoltare. Ho ancora 26 anni - crescerò - e non scendo a compromessi. Se rilasci una concessione edilizia laddove c'era un parco, mi offendi. Rendi più brutta la mia vita, più difficile la mia ricerca del bello. Cancelli uno scorcio che creava serenità e aria buona, magari voglia di correre, magari turismo. Se costruisci prima un quartiere e poi la fogne e le strade, sei incapace o corrotto. Si potrebbe andare avanti all'infinito. Chi non si è ancora annoiato e sta leggendo questo post probabilmente potrebbe aiutarmi con mille esempi. Se investi nell'energia nucleare ma non in quella solare... Se le pale di una centrale eolica deturpano il paesaggio ma i quartieri dormitorio negli ultimi brandelli di agro romano no... Se il latte alla spina crudo fa male ma le nanoparticelle di un inceneritore no... A tutti i livelli ci sono esempi di una classe politica che ci offende, a cui abbiamo delegato troppo o che ci interpella solo a poche settimane dalla chiamata alle urne. Per una manciata di voti i ragazzi del MeetUp non hanno eletto un proprio rappresentante nel XIII municipio di Roma alle scorse elezioni. Da qui alle prossime credo ci sia da lavorare molto, ma l'impegno di Beppe Grillo per formare organicamente e capillarmente le sue ListeCiviche a 5 stelle nei comuni di tutta Italia potrebbe essere un bel traino.

Allora chiudo gli occhi solo per un paio di minuti. Invito anche chi legge a farlo. Immaginiamo il nostro territorio durante una domenica di primavera. Ce ne andiamo - un bel gruppo di amici - a prendere un gelato al mare. Ci siamo dati appuntamento. Alcuni arrivano soli, altri in coppia. Altri ancora in gruppetti da 3 o 4. La linea rossa della pista ciclabile attraversa tutto il quartiere. "Ho pensato ci sarebbe stata troppa gente in giro oggi, magari non avrei trovato dove poggiarla" - dice uno che ha preso una bici al distributore bike sharing vicino casa e l'ha riposata in uno dei tanti sul lungomare. Si passeggia. Il mare si vede. Non bisogna immaginarlo al di là del cemento colato sulla battigia per costruire cabine, bungalow, miniappartamenti, loft (?) sulla sabbia. Sulla passeggiata in legno pensata anche per i disabili le sedie a rotelle camminano alla stessa velocità di chi sta in piedi. La gente ha lasciato le macchine a casa, oggi tutto il centro è isola pedonale. Comincia ad alzarsi la temperatura e decidiamo di andare al parco. "Volevano costruirci qui, ricordate?". Si sente qualcuno che sorride e dà la pacca sulla spalla a un altro. All'ingresso c'è scritto come comportarsi all'interno dell'area verde. Hanno piantato dei nuovi alberi e raccomandano di tenersi lontani dall'area recintata. "Gli alberi del concerto", ricorda uno. Già, c'era stato un concerto un paio di sere prima e gli artisti che passavano per il nostro territorio compensavano l'emissione di CO2 piantando degli alberi nei nostri parchi. Dalle panchine su cui siamo seduti cominciano le proposte di chi - finito il ghiacciolo - vuole ancora succhiare un po' dalla mammella della domenica pomeriggio di primavera. Si rimonta in bicicletta e non ci si mette d'accordo perchè è un mondo migliore, ma non è certo il paradiso. La navetta porta agli scavi archeologici e a quella necropoli nel comune contiguo che i partiti-reperti delle precedenti amministrazioni stavano sotterrando di nuovo. Un'altra conduce alle dune di sabbia e verde a pochi chilometri di distanza. E' già piena di tedeschi, quella zona incontaminata è nelle guide turistiche. Un'altra ancora ha come meta la zona di allenamento all'aria aperta all'interno della pineta. Non ci si mette d'accordo nemmeno stavolta. Vabbè ognuno per la strada propria. Non è mica colpa nostra vivere in un territorio che abbiamo reso così bello.