Mia sorella ha trovato facilmente lavoro in una farmacia durante il governo Prodi, lo ha perso sotto il governo Berlusconi. Colpa delle politiche del governo? No, le è solo scaduto il contratto.
Però è lecito pensare – se dovessero andare in porto i tentativi di annullare le liberalizzazioni di Bersani – che, per lei, sarà più difficile trovare un altro impiego.
L'Antitrust: “Nella distribuzione farmaceutica, l'approvazione di riforme che riportino indietro le lancette dell'orologio ripristinerebbe di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, con la conseguente fuoriuscita di tanti nuovi operatori, che hanno dato vita a sconti sui prodotti fino al 22,5% del prezzo finale”.
Negli ultimi tre anni sono nati 2.700 punti vendita, fra parafarmacie e ‘corner della salute’ negli ipermercati, dando lavoro a circa 6 mila farmacisti (fonte L'Espresso).
Ecco cosa significa essere governati da un governo applaudito incondizionatamente da Confindustria e schiavo delle lobby. Basti pensare che la moglie del ministro della Sanità Sacconi è la dottoressa Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria che – capirete tutti – non ha certo interessi nel calmierare i prezzi dei farmaci.
Certo, tra festini e Pil in caduta libera, tra escort e leggi per imbavagliare l'informazione scritte sotto il dettato di Gelli e Riina, la maggioranza non cadrà certo per il suo tentativo di fare dietro-front sulle liberalizzazioni.
Ma ogni persona che abbiamo affianco sta soffrendo dell'operato di questo governo di Rodin-Hood alla rovescia. Farglielo capire è la missione di chi – come me e chi mi legge – cerca di informarsi al di fuori dei soliti canali.
Visualizzazione post con etichetta governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta governo. Mostra tutti i post
venerdì 26 giugno 2009
venerdì 27 marzo 2009
Più brutta
Qualche tempo fa mi sono detto che non avrei lasciato questo Paese perché sentivo ancora disponibili le energie per poterlo migliorare. Nel piccolo ambito delle idee, delle buone pratiche, del rispetto per l'ambiente in cui viviamo e del prossimo con cui ci rapportiamo.
In quest'ultimo anno ho visto un Paese che si è abbruttito ulteriormente. E mi fa male.
Questo governo di piduisti mafiosi lo sta sfregiando. Mese dopo mese continua a flaggare i punti del Piano di rinascita di Gelli.
Fa il contrario speculare di quello che ha bisogno l'Italia. Lo affossa. Esalta gli egoismi. Ridicolizza l'amore per la cosa comune. Schernisce la nostra sete di giustizia sociale.
Oggi dal governo escono fuori interventi come il “piano casa” (ovvero il condono edilizio a monte), la riforma della giustizia (leggasi condono dei reati mafiosi a monte), la legge sul fine vita (leggasi condono della libertà a monte, ovvero te la condono così non c'è più).
Oggi parlare di sviluppo significa costruire grattacieli. Oggi se si impedisce di costruire sulle coste della Sardegna incontaminate si viene tacciati di morte del turismo. Oggi se si chiede di mettere in atto tutte le possibilità che la tecnologia ci regala per poter sconfiggere la criminalità si viene tacciati di essere giustizialisti.
Sono deluso, amareggiato. Questo non è il paese in cui voglio vivere.
Alla fine di questa stagione politica resterà un Italia più brutta. Da qualsiasi punto di vista la si guardi.
In quest'ultimo anno ho visto un Paese che si è abbruttito ulteriormente. E mi fa male.
Questo governo di piduisti mafiosi lo sta sfregiando. Mese dopo mese continua a flaggare i punti del Piano di rinascita di Gelli.
Fa il contrario speculare di quello che ha bisogno l'Italia. Lo affossa. Esalta gli egoismi. Ridicolizza l'amore per la cosa comune. Schernisce la nostra sete di giustizia sociale.
Oggi dal governo escono fuori interventi come il “piano casa” (ovvero il condono edilizio a monte), la riforma della giustizia (leggasi condono dei reati mafiosi a monte), la legge sul fine vita (leggasi condono della libertà a monte, ovvero te la condono così non c'è più).
Oggi parlare di sviluppo significa costruire grattacieli. Oggi se si impedisce di costruire sulle coste della Sardegna incontaminate si viene tacciati di morte del turismo. Oggi se si chiede di mettere in atto tutte le possibilità che la tecnologia ci regala per poter sconfiggere la criminalità si viene tacciati di essere giustizialisti.
Sono deluso, amareggiato. Questo non è il paese in cui voglio vivere.
Alla fine di questa stagione politica resterà un Italia più brutta. Da qualsiasi punto di vista la si guardi.
giovedì 5 febbraio 2009
SVEGLIAMOCI
La deriva fascista del governo Berlusconi è oramai evidente. Solo chi ha gli occhi foderati di tg asserviti può non accorgersene.
Il bavaglio alle intercettazioni favorirà il crimine. Anche questo mi pare evidente. Palate di mafiosi vengono arrestati grazie alle intercettazioni. Un presidente del Consiglio che aveva in casa Mangano e tuttora va a braccetto con Dell'Utri probabilmente ai voti di Cosa Nostra ci tiene. Senza pensare alle decine di intercettazioni di cui è stato protagonista in prima persona.
Qui se la ridacchia con Dell'Utri per una “bombetta” di Mangano. L' “eroe” a cui affidava i propri figli e i propri cavalli.
Il permesso di soggiorno costerà 200 euro. I medici potranno denunciare gli immigrati clandestini che si affidano alle loro cure. Si sta delirando, spostando l'attenzione verso gli immigrati come se fossero loro la causa della nostra disfatta economica.
Oggi se apriamo una attività economica e riusciamo ad andare avanti è solo grazie a immigrati che lavorano 15-16 ore al giorno e vengono pagati per 8. Ho lavorato in 7 ristoranti fino ad ora: le cucine vengono portate avanti esclusivamente da extracomunitari che lavorano come muli per stipendi da fame.
Oggi se il nostro sistema previdenziale non è collassato è solo grazie alle migliaia di stranieri che pagano regolarmente le tasse ma nella gran maggioranza dei casi non arrivano a riscuotere la pensione. Su questo si tace. Poche isolate voci ci dicono che se gli extracomunitari oggi lasciassero il nostro Paese in blocco ci metterebbero in ginocchio. Saremmo costretti ad implorare loro di tornare.
Proprio ieri una mia amica mi ha chiesto se conoscessi una badante, la madre ne ha un disperato bisogno. Le badanti oggi sono soprattutto donne dell'est che si prendono cura dei nostri anziani. Svolgono un ruolo impagabile. Se venissero meno saremmo costretti ad implorare loro di tornare.
Quando si ha di fronte un popolo trasfigurato in aspiranti veline e troniste spostare l'attenzione è fin troppo facile. Laddove si volesse andare a scavare seriamente nel cuore dei problemi, ecco quello che succede.
Il Governo sta ora cercando di cambiare le regole della composizione della Corte dei Conti per poter più facilmente controllare quest'altro strategico organo.
Il Governo pensa a un decreto legge in extremis per impedire ad Eluana Englaro di morire dignitosamente, in barba a una sentenza della Corte di Cassazione.
Il ministro Alfano mortifica la procura di Salerno che fa il suo dovere, toglie lo stipendio e la dignità ad un procuratore serio dalla condotta irreprensibile come Luigi Apicella.
Berlusconi diffama Soru comodamente seduto sulle poltroni delle sue televisioni, lo scudo spaziale del Lodo Alfano lo rende inattacabile da qualsiasi tentativo di controdenuncia.
Cosa altro serve per convincerci? Ragazzi questa è dittatura. Svegliamoci.
martedì 30 dicembre 2008
Un governo travagliato

E' vero, ho poca fiducia nei parlamentari italiani. Quasi nessuna. Pero' qualche galantuomo c'è, lo ha sempre ammesso pure Beppe Grillo (rimarcando - e non potrebbe essere altrimenti - la difficoltà a scorgerli in un covo di pregiudicati). Alle ultime elezioni ho votato Di Pietro, pur non condividendo tutte le sue scelte (i suoi scontri con i Verdi, ad esempio, già testimoniano la differente sensibilità rispetto ad alcuni temi). Però bisogna essere onesti intellettualmente ed ammettere che senza il dog-watch Di Pietro in parlamento, il partito di Veltrusconi sarebbe a fare il bello e cattivo tempo. La sua opposizione rude, grezza, senza se e senza ma, tiene alto il livello dell'attenzione. Il suo blog ci fa conoscere spesso operazioni che sarebbero rimaste nei corridoi di Montecitorio. Ragazzi ammettiamolo: Di Pietro può permettersi di ospitare una rubrica settimanale di Marco Travaglio. Per gli altri Travaglio è la criptonite per Superman (e anche qui prendo in prestito un'espressione grillina!).
Beh immaginate un governo con Travaglio ministro della giustizia, Di Pietro ministro delle infrastrutture e Beppe Grillo ministro dell'ambiente (laddove l'ex pm tendesse a strafare ci sarebbe Grillo a metterci una toppa...eheheh).
Riporto l'intervento odierno di Marco Travaglio nella rubrica Zorro dell'Unità
Il destino cinico e baro continua ad accanirsi sui Mastella’s. Stavano quasi riuscendo a rifarsi una verginità sulla pelle di Cristiano Di Pietro, a suon di interviste compiacenti. Ma proprio sul più bello è giunta notizia delle dimissioni di Di Pietro jr. dall’IdV per un paio di semplici raccomandazioni: un gesto di grande dignità, che infatti in Italia non fa mai nessuno, nemmeno se l’arrestano. Ieri il Giornale raccoglieva le lamentazioni di Elio Mastella, che si presenta come un umile metalmeccanico finito nel «terribile tritacarne mediatico» e tiene a distinguersi da Cristiano: «Mai avuto raccomandazioni, mai provato a far carriera nel partito di papà, che è uno dei politici meno familisti». Infatti Sandra, moglie di Clemente, presiede il consiglio regionale campano. Il cognato Pasquale Giuditta era deputato. Il consuocero Carlo Camilleri era capo del consorzio del Sele. L’altro figlio, Pellegrino, era consulente del governo e assicuratore de Il Campanile, con moglie all’Agcom. Elio, il metallurgico della porta accanto, era responsabile della «Iside Nova» che organizzava eventi culturali a Benevento patrocinati dal consiglio regionale di mammà, mentre la fidanzata Roberta era leader dei giovani Udeur e consigliera regionale in Liguria, e l’ex fidanzata Manuela era praticante al Campanile. Elio e Pellegrino acquistarono 4 alloggi più la sede romana del Campanile a prezzi stracciati e ora pagano una super-rata mensile di 6700 euro, alla portata di ogni metalmeccanico. Meno male che papà non è familista, sennò metteva a carico dello Stato anche la colf e la gatta.
Etichette:
Antonio Di Pietro,
Beppe Grillo,
governo,
infrastrutture,
Marco Travaglio,
Mastella,
parlamentari,
verdi
Iscriviti a:
Post (Atom)