Sulla mobilità in bicicletta è stato scritto molto, da persone ben più competenti di me. Poco ho trovato sugli sguardi dei ciclisti. Quasi nulla sugli sguardi dei ciclisti tra loro.
Il ciclista lidense esce alla mattina consapevole che rischia la vita, o rischia di tornare a casa senza più l'uso delle gambe, come è successo alla mia splendida amica Raffaela.
Il ciclista che ti vede mentre pedala sul marciapiede lo pensa. Sorride, capisce che sei più giovane di lui, guarda oltre e svolta.
La coppia di ciclisti della domenica – marito e moglie sulla quarantina – scruta la tua bici, controlla la comodità della seduta. Pensa: non siamo gli unici pazzi ad andare in bicicletta oggi. Poi nota che dietro il sellino hai un grosso cestino dove tieni la spesa e la borsa della palestra e intuisce che la bici potrebbe non essere messa in strada solo la domenica. Poi pensa a tutte le cose che tiene nel portabagagli dell'auto e si dice che è impossibile. Non seguo il loro sguardo mentre, all'ora di pranzo, lo ipotizzano a tavola. Ovviamente.
Lo sguardo del ciclista con caschetto, tuta stretta e sponsorizzata è raggiante. E' lui l'unico ad alzarti il pollice, soprattutto quando stai per perdere l'equilibrio dal troppo peso che hai caricato sul cestino posteriore.
Lo sguardo che mi piace di più è quello del senegalese che usa la bicicletta perchè non può permettersi l'automobile. Di primo acchito non ti ritiene povero, la tua bici si difende. Poi vede che vai a farci la spesa, e allora capisce che sei povero quanto lui.
Sono povero quanto te. In un territorio pianeggiante come quello di Ostia, dai numerosi viali larghi, monto in bici e rischio la vita ogni giorno. Sono povero quanto te.
(liberamente tratto da personali esperienze in bicicletta)
Nella schizofrenia della politica réclame non poteva mancare lo spot anti-omofobia. Ovvero: come ti affosso le leggi contro l'omofobia ma ti ci piazzo una bella pubblicità per farti contento e mazziato. Ebbene, mazziato sì. Contento no.
Ecco lo spot. Guardatelo con attenzione.
Il messaggio è facile da decifrare. Stai per schiattare, figuriamoci se ti preoccupi dell'orientamento sessuale del medico. Ritengo che non ci preoccuperemmo nemmeno del colore della pelle, della sua religione. Di fronte al medico che deve salvarmi la vita - azzardo - potrei chiudere un occhio persino sul fatto che sia Rom.
Ora, è questo il messaggio che si aspettano le minoranze a cui al momento in Italia riserviamo i peggiori trattamenti - a partire ovviamente dal riconoscimento dei diritti civili per giungere alla tranquillità di camminare mano nella mano col proprio partner senza mettere in preventivo una bella dose di sprangate?
No, il messaggio non mi piace. Il don't tell don't ask non risolve il problema. L'omofobia sguazza nella mancanza di conoscenza reciproca.
E' uno spot dannoso, che induce un gay non dichiarato a reprimersi.
Avrei preferito pure un semplice bacio gay.
Cara Carfagna, c'erano cose in televisione che sapevi fare molto meglio.
Quando si parlava di Pacs – durante la scorsa legislatura Prodi – provavo a far capire che considerare gli omosessuali cittadini di serie B non significasse solo meno diritti. Ma anche meno amore. Quello che mi premeva – e preme tuttora – è il limite all'amore posto dalle leggi. Questo non dovrebbe permetterlo uno Stato (seppur laico) e non dovrebbe permetterlo a maggior ragione la Chiesa cattolica. Ebbene, oggi lo impediscono entrambi.
Un mio amico si è innamorato di un sudamericano durante un viaggio. Al termine di molte peripizie (a cui si va incontro quasi consapevolmente se si persegue un amore intercontinentale), il suo ragazzo decide di trasferirsi in Italia. Scelta coraggiosa, dura, destabilizzante. Una scelta d'amore, non trovate? Eppure ecco che la shari'a cattolica che prende forme in alcuni capitoli del codice civile italiano impedisce loro di amarsi. Sì, se la chiesa entra nell'ordinamento di uno Stato non lo fa per infonderlo del principio che vi sta alla base – DIO E' AMORE – ma per preservare il suo lato oscurantista, antievoluzionista e i suoi vantaggi economici.
Un'unione civile che sancisca il legame non si può fare. Un'unione all'estero? Non verrebbe riconosciuta. Un contratto di lavoro? Non si entra in Italia nemmeno con quello. DELINQUO e me lo regolarizzo come colf? Per poche centinaia di euro il reddito annuo del mio amico non arriva ai 20 000 euro, e quindi nemmeno quello.
Il risultato di tutto questo è un addio in un aeroporto. Un amore che si infrange contro leggi ingiuste piegati ai voleri di una Chiesa secolarizzata e ingioiellata in cui non si riconoscono di certo gli eroi delle parrocchie di provincia. Che ringrazio con devozione laica pari al disprezzo per le loro gerarchie.
Rimane l'amaro in bocca dopo la fiaccolata di ieri sera contro i razzismi. Le adesioni arrivate da tutti i fronti hanno quasi annullato il senso della manifestazione stessa. Il resto l'hanno fatto i tricolori dei centri sociali di estrema destra schierati alle spalle di Alemanno. Atmosfera surreale.
Basta una fiaccolata a risolvere il problema dell'omofobia, della discriminazione, del razzismo? No, non basta. Ieri Alemanno, Zingaretti e Marrazzo non vedevano di fronte a sé persone, problemi, angoscie, ansie. Per loro eravamo solo 30.000 potenziali elettori da tenere sotto controllo soprattutto in vista delle prossime regionali.
Alemanno potrebbe creare domani mattina un registro per le coppie di fatto. Non lo fa. Invoca una legge contro l'omofobia - guarda caso proprio ora che non siede più in parlamento. E' come dire: non discriminate, voi cittadini. Lasciatelo fare a me, lasciatelo fare a chi riveste ruoli istituzionali.
I razzisti di stato non possono offrire ricette per sconfiggere l'omofobia.
Andrò alle prossime manifestazioni? Probabilmente sì. Se i potenziali elettori dovessero diminuire, diminuirà proporzionalmente anche l'attenzione. E di conseguenza anche la speranza. Speranza di migliorare le cose? No, con Alemanno no. La speranza è quella di rimandarlo a casa il prima possibile.
Lo so, fa una sensazione strana anche a me. Per descrivervi l'incontro nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto utilizzo una mia intervista (nel senso di un'intervista a me stesso!) che ho rilasciato al portale blogosfere.it.
Carlo Costantini, già candidato a governatore dell'Abruzzo, ora capogruppo Idv al consiglio regionale, spiega perchè a cinque mesi dal terremoto un tetto sopra la testa ce l'hanno solo gli abitanti di Onna. Gli abitanti dell'Aquila già urlano da tempo tutti gli errori del progetto C.A.S.E, così come denuncia Costantini in questo video. Per le voci fuori dal coro scatta la censura. La rete ci consente in questo caso di capire cosa stia effettivamente succedendo agli sfollati del terremoto.
Di Pietro proprio non vuole dirlo qual è il suo candidato ideale per il Pd. Non si sbottona. "Chi sostiene il mio programma è mio alleato".
Ora, sulla falsariga della fantapolitica che ha riempito i giornali in questi giorni, la vittoria di Bersani piuttosto che di Franceschini o Marino potrebbe, a mio avviso, aprire scenari ben diversi nell'opposizione. Bersani (o D'Alema mascherato) non vedrebbe certo male l'alleanza con Casini, o con il grande centro che nascerà. Franceschini potrebbe mantenere l'alleanza con Di Pietro, ma la sua mozione è sostenuta da quell'area ex-democristiana, ex-margherita che costituisce per il Pd più una zavorra che un bacino di voti possibili. E Franceschini, come ho avuto modo di scrivere, è l'aria fritta del politichese.
Marino è l'unico candidato che potrebbe cancellare gran parte della nomenklatura del Pd. La sua posizione su temi etici, diritti civili e temi ambientali non consentirebbe mai di allearsi con il centro. Perchè Di Pietro non sostiene apertamente Marino? 1.Non si scommette sul cavallo perdente se poi si dovrà lavorare e dialogare con un altro cavallo 2.Il Pd di Marino potrebbe drenare voti all'Idv
Ma non sono poi così malpensante e la terza ipotesi la metto pure sul tavolo. 3.Semplicemente, non sta bene.
Salvatore De Meo è l'assessore all'urbanistica del comune di Fondi. Chiede che le istituzioni prendano una posizione sullo scioglimento del comune che amministra. Alla domanda "C'è la mafia a Fondi?", risponde "Ci sono fenomeni da attenzionare".
L'assessore all'urbanistica, fondamentalmente, chiede al consiglio dei ministri di pronunciarsi in fretta, per non lasciare che l'attenzione mediatica su Fondi crei danno alla cittadina.
Ma è così che funziona? Un componente della giunta di Fondi non è nemmeno in grado di dire che in quel consiglio comunale la mafia non c'è. Non è in grado di dire che le decisioni prese dal consiglio e dalla giunta non sono mai state dettate dalle famiglie della camorra presenti sul territorio, ma sempre e solamente nell'interesse dei cittadini? Si limita a dire "Valutate voi, cari ministri".
Alla festa del PD di Coltano (Pisa) ho avuto modo di formulare qualche domanda a Ignazio Marino e scambiare quattro chiacchiere alla fine dell'incontro pubblico.
Ecco le domande, testualmente.
1. Cosa pensa degli inceneritori come metodo di smaltimento dei rifiuti?
2. Il Pd con a capo Ignazio Marino avrebbe permesso l'ingresso in Parlamento dell'ex assessore della giunta Vendola Alberto Tedesco e, nel caso i magistrati chiederanno la possibilità di procedere nei confronti dello stesso, il Pd di Marino concederebbe l'immunità?
Ecco le risposte del sen.Marino.
Da uomo di scienza Marino ha dato prova di non volersi fermare ai metodi obsoleti che abbiamo utilizzato finora per lo smaltimento dei rifiuti.
Lo ammetto sono di parte. Marino è censurato da tutti. E questo mi fa sperare (come a Paolo Flores D'Arcais di Micromega) che possa essere davvero l'uomo che riuscirà a far fuori la nomenklatura del Pd.
Sul caso Tedesco l'ho costretto probabilmente al politichese. Non sapevo del suo ruolo nella commissione d'inchiesta sul SSN.
All'uscita senza telecamera gli ho posto l'ultima domanda. "Il Pd di Marino li farebbe uscire dal Parlamento i condannati?". "Al Senato ho sempre votato contro le immunità". E mi ha dato una gran stretta di mano.
Le primarie si avvicinano. Se vincesse Bersani si potrebbe andare verso l'alleanza Pd-Udc. La parola opposizione verrebbe bandita dai dizionari. Mi si accappona la pelle al pensiero.
Domandare è lecito, si dice. Rispondere è cortesia, si dice pure. Non rispondere non è solo scortese, è qualcosa che un politico non dovrebbe fare mai.
Parto daccapo. Mio fratello ed io, lasciando nelle nostre rispettive case le remore grilline nei confronti del Pd, decidiamo di andare alla festa del partito a Fiumicino dove sarà presente l'attuale segretario e candidato alle prossime primarie Dario Franceschini.
Gli chiedo di legge contro l'omofobia e cosa pensasse della campagna pubblica NonBruciamociIlFuturo, riassumendola per forza di cose in una frase, ma - ritengo - focalizzando il concetto del No agli inceneritori e Sì alla riduzione-differenziata-riciclo. Ecco il video.
Mio fratello gli chiede cosa pensa della proposta di Tito Boeri di un contratto unico per tutti e dove reperirebbe le risorse per gli ammortizzatori sociali.
Cosa risponde Franceschini? Politichese vuoto di contenuti, di chi dimostra di non poter entrare a fondo negli argomenti per scarsa competenza - e potrei anche soprassedere -, ma almeno uno stralcio di programma che affronti lavoro, sanità e ambiente per candidarti alle primarie te lo sei fatto suggerire? Bene, imparalo a memoria e ripetilo. Invece il vuoto. Il nulla.
Lo raggiungo alla fine dell'intervento-aria fritta per sottoporgli una yes-no question. Bassolino e Loiero alle prossime regionali.
Ed ecco il video.
Ecco, poniamo il caso che io sia un elettore del Pd. A ottobre ti voto, Darietto caro, per condurre il partito verso le regionali 2010. E non sai nemmeno dirmi se ritieni soddisfacente l'operato di Bassolino e Loiero rispettivamente in Campania e Calabria? Bassolino è attualmente imputato nel processo che porta il suo nome, insieme a quello dell'Impregilo, per abuso d'ufficio e per aver favorito Impregilo in una truffa nei confronti dello Stato di circa 200 milioni di euro, sborsati da noi per gestire la differenziata a Napoli. Di differenziata però non se n'è vista. E i soldi? Beh, è quello che stanno provando a capire i magistrati. Bassolino all'epoca era già Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. Ciò non basta a Franceschini per dire no alla sua ricandidatura. E lo stesso per Loiero. Per descriverlo mi affido alle parole di De Magistris: "[...] durante la stagione Loiero si è consumata una gestione clientelare del potere, l'occupazione della sanità a danno della salute dei cittadini, che non ha visto attuate le misure necessarie a contrastare l'inquinamento ambientale e durante la quale sono state però dissipate le risorse pubbliche aumentando le disuguaglianze sociali a vantaggio degli amici e degli amici degli amici".
Alla festa Pd di Livorno sottopongo la stessa domanda a Rosy Bindi. Che se ne lava le mani invocando le primarie. Ovviamente il partito democratico lo è fino in fondo. Tutti candidabili: indagati, imputati, incapaci e collusi. Alle prossime regionali il suicidio è assicurato.
Pubblico l'editoriale di settembre di Riccardo Luna, direttore di Wired.
Noi siamo quelli che sognano di cambiare il mondo. E qualche volta ci incontriamo per farci compagnia. I più fortunati si vedono una o due volte l'anno sotto una strana bandiera che si chiama TED. La sigla vuol dire Technology Enterteinment Design ma in italiano io la tradurrei così: Tanta Energia Disponibile.
A luglio quella bandiera si è posata a Oxford, tra castelli, prati scintillanti e teatri shakesperiani. Ottocento persone o giù di lì, in un turbinare di idee.
Qualcuno ha scritto un tweet:"Le idee sono il nuovo rock'n'roll e questa è la nuova Woodstock".
C'era l'inventore di una bottiglia che rende potabile l'acqua di fogna. Il ragazzo del Malawi che ha costruito mulini a vento con i rifiuti, il ricercatore che sta sperimentando la corrente elettrica senza fili. E poi il premier che ha scoperto che internet porta la pace (maddai?), il professore che pensa di trasformare Guantanamo in una nuova Honk Kong, il giovane geek che sta lavorando perchè i computer siano davvero facili e per tutti. C'era un altro mondo, sembrava un universo parallelo dove tutto è possibile, difficile sicuramente , ma possibile.
Quando è salito sul palco un giovane rapper, qualcuno ha pensato: che c'entra l'hip hop?
E allora lui ce l'ha spiegato, ci ha raccontato che si chiama Emanuel Jal, ma tutti lo conoscono come WarChild, perchè era uno dei bambini della guerra del Sudan. La guerra gli ha portato via madre, fratelli, sorelle e a otto anni lui era già un soldato e voleva ammazzare tutti. Finchè un giorno ha incontrato Emma McCune, una volontaria che ha salvato lui e altri 150 war children. Sono passati 15 anni. Emma è morta mentre Emauel gira il mondo con la sua musica per raccogliere fondi per costruire una scuola in Sudan da dedicare a lei.
"Sono disposto a morire per l'educazione dei bambini africani". Non era una battuta, è quasi un anno che Emanuel vive mangiando solo a cena, come fanno in Sudan, e dona la sua colazione e il suo pranzo alla scuola che verrà.
Allora, come nell' "Attimo fuggente", uno si è alzato:"Io ci metto 10mila euro". E poi un altro "Io faccio strumenti musicali , e ve li dono". E un altro: "Noi facciamo i telefonini, sono vostri". E la superstar del design ah aaggiutno:"Io faccio sedie le farò per voi". E allora tutti, ma proprio tutti, hanno ballato sulle note rap di Emanuel, mentre qualcuno ha pianto di gioia.
Noi siamo quelli he sognano di cambiare il mondo, e godiamo quando qualcuno ci riesce perchè sì, a volte, qualcuno ce la fa.
In questo post riporto l'articolo che mi ha mandato Giorgio Bertusi*.
E´ giusto adeguare l´IVA degli Stabilimenti balneari alle strutture alberghiere equiparandole tutte a quelle Europee. In alcune Nazioni l´IVA per l´ospitalità è al 4 %. Legittimo è dare stelle marine ai Bagni, per meglio qualificarli e adeguare le tariffe alla struttura, alla qualità, al servizio reso. Dov´è "il percorso perpendicolare alla battigia, ogni 150metri, presso il quale è predisposta una piazzola di sosta all´ombra per la fruizione dell´arenile da parte delle persone diversamente abili?" Dove sono le pedane, dispositivi per accostare al bagnasciuga chi non deambula? Queste disposizioni sono incluse nei requisiti per ottenere una stella. Vado per due ore al mare, una scappata, mi rinfresco, dopo un tuffo piccolo lunch, torno al lavoro. Utopie, hanno inventato: "la piscina è chiusa dalle 13 alle 14 pausa pranzo! " Voglio fare partitella a beach tennis o confrontarmi nei campi di Pallavolo: " euro 6 l´ora".Si arriva ad una sdraia 16 euro! Neanche uno straccio di sabbia ad uso e consumo del villeggiante se non a pagamento! Vado al ristorante o nell´hotel nel prezzo totale, nascosta tra le pieghe, è compresa la tassa per la televisione, pagata già a casa; la tassa per la mondezza, anch´essa corrisposta nella propria abitazione...Tributi pagati due volte? Tutti balzelli che contribuiscono alla lievitazione dei costi dell´ospitalità. A tutto ciò si aggiunga che gli abbonamenti nei Bagni sono personalizzati, tessera con fotografia personale. Si arriverà al D.N.A. dopo essere passati alle impronte digitali. La tessera nominativa, a detta dei gestori che la attuano, rende selettiva la Clientela. Solo chi può permettersela, economicamente, avrà accesso nei "Stabilimenti In"che li adottano. Non è detto, per questo, che il vaglio sia qualitativo. Questo per dire che una cabina non è sfruttata appieno da una famiglia, costretta, suo malgrado, a locarla, non potendo certo permettersi di stare quattro mesi in continuazione al mare, potrebbe avere ospiti saltuari. Ne soffre anche la struttura balneare che non avrà un costante afflusso. Se le tessere fossero al portatore, l´interscambio sarebbe certamente economico per le famiglie e utile alla gestione, garantendo ricambio, costanza di presenze in tutti i gangli dell´organizzazione e incentivo turistico -alberghiero. Ciò non interessa al conduttore dello Stabilimento che, levata una porzione diretta di conduzione, subaffitta, da in gestione tutti gli altri servizi. E´ disdicevole che tutte queste strutture possano cedere le varie attività, speculando, sfruttando ogni cmq. di sabbia per ottenere utile, fregandosene del servizio complessivo che deve essere un tutt´armonico per dare il top all´ospite. Parcellizzando, cercano di ricavare nel breve periodo il massimo, mentre il concessionario non ha interesse alcuno che le varie attività funzionino a pieno regime. Il canone è già percepito dal conduttore a inizio stagione, con acconto anno precedente, probabilmente anche dai subaffittuari. Il valore, la classificazione è importante, però non deve essere mai dimenticato, va ribadito, che le spiagge sono un bene demaniale al servizio del cittadino, non per uno sfruttamento speculativo bensì un giusto utile per un´adeguata prestazione. Proprio per questo il controllo deve essere severo, diuturno, costante. Il servizio dato dall´apertura alla chiusura, dalle 9 del mattino alle 19 della sera, orario fissato dalla Capitaneria di Porto. Personale adeguato, sempre presente, possibilmente gentile e non con bagnino targato "torno subito" o "pausa pranzo" E´ un bene comune, tutti hanno il diritto di usufruirne nel rispetto assoluto delle regole. Deve soddisfare la popolazione tutta, senza discriminazione alcuna. Inoltre si perpetua l´incresciosa abitudine di chiedere il versamento per l´ingresso agli stabilimenti, camuffando il biglietto con la scritta"Servizio di Spiaggia" La Legge, ribadita dalla Regione, stabilisce e recita: " È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione". Succede all´ingresso dello Stabilimento: "Sei Dipendente Acotral?"Risponde: "Ma me faccio ogni tanto quarche spinello"...Che hai capito...... lavori per l´Acotral? Qualche volta prendo il 301"....... Allora 1,5 euro a persona! Nello scontrino appare la scritta "Servizio Spiaggia". Non succede solo al Dopolavoro, al Mariposa ma in altri innumerevoli Bagni. Sono impedimenti puerili alla faccia della Vocazione Turistica, L´Ospite ignaro o per non discutere, paga, sicuramente, spenderebbe la stessa somma se non di più nella struttura stessa! Sono mazzate che allontanano dal Litorale il Turista! Chi è preposto all´applicazione della legge farebbe presto ad accertarsi e differenziare le strutture rispettose da quelle che fanno il buono e il cattivo tempo con stelle d´oro, d´argento, di bronzo. Gli Stabilimenti, i Bagni, le concessioni demaniali delle spiagge se non ci fossero andrebbero create per eliminare la maleducazione, la sporcizia creata dagli ineducati, pieni di pretese, ai quali sembra che tutto sia dovuto, pronti solo alle critiche, ai doveri degli altri, molto meno pronti a seguire le regole. Inutili i bandi contro vetro, bevande alcoliche, limiti di orario, di decibel, basterebbe seguire le disposizioni, rimanere negli ambiti stabiliti, nella tolleranza. La trasgressione deve essere contenuta in quei margini dove "non puoi fare quello che non vorresti fosse fatto a te". Parole scritte sulla sabbia, spazzate via da un vento impietoso carico di volgarità. Ben vengano le stelle ad illuminare le Amministrazioni per un corretto uso di un Bene Demaniale in concessione per Utilità Pubblica!
*Presidente AsshotelOstia
Approfitto per ricordare che dal dicembre scorso la struttura alberghiera di Giorgio Bertusi è presa in ostaggio dagli sfollati dell'alluvione all'idroscalo.
Ecco chi ci governa. Con una conferenza stampa si annunciano le iniziative sportive che avranno come palcoscenico Ostia e il litorale. Tra quelle che hanno ottenuto finanziamenti dal comune nero di Roma figura “Ballando sotto le stelle”. Sigh.
Il punto che tengo a sottolineare oggi è un altro.
Nelle scorse settimane è bastata una gara di triathlon, un'esibizione delle frecce tricolori a ingolfare il traffico lungo il mare, insostenibile già solo considerando i bagnanti del fine settimana. Chiedo a Vizzani, presidente del XIII municipio, se si sta pensando a un piano di mobilità alternativo. Risposta: avremo il massimo ausilio da parte della polizia municipale. [...] C'è in corso un ragionamento (!) tra polizia municipale e uffici tecnici, tutti quanti (paparapapara, nda) per vedere di evitare collassamenti del traffico. Bene, Vizzani ha 62 anni e sono sicuro sarebbe uno splendido nonno.
All'estero come si fa? Con sistemi gps si analizzano prima di tutto i possibili flussi di spostamenti. Quindi si modifica la frequenza delle corse dei treni, i tragitti degli autobus. Si aggiungono navette e si organizzano i taxi che dalle stazioni vicine permettono di raggiungere i punti sensibili. Insomma si fa una cosa molto banale: se a un evento si attendono 100.000 spettatori, si cerca di evitare che arrivino 100.000 automobili contemporaneamente.
A noi - figli di un dio minore - spettano invece le pattuglie della municipale.
A questa stantìa classe politica un'alternativa è ancora possibile. Basta volerlo.
Mia sorella ha trovato facilmente lavoro in una farmacia durante il governo Prodi, lo ha perso sotto il governo Berlusconi. Colpa delle politiche del governo? No, le è solo scaduto il contratto.
Però è lecito pensare – se dovessero andare in porto i tentativi di annullare le liberalizzazioni di Bersani – che, per lei, sarà più difficile trovare un altro impiego. L'Antitrust: “Nella distribuzione farmaceutica, l'approvazione di riforme che riportino indietro le lancette dell'orologio ripristinerebbe di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, con la conseguente fuoriuscita di tanti nuovi operatori, che hanno dato vita a sconti sui prodotti fino al 22,5% del prezzo finale”. Negli ultimi tre anni sono nati 2.700 punti vendita, fra parafarmacie e ‘corner della salute’ negli ipermercati, dando lavoro a circa 6 mila farmacisti (fonte L'Espresso). Ecco cosa significa essere governati da un governo applaudito incondizionatamente da Confindustria e schiavo delle lobby. Basti pensare che la moglie del ministro della Sanità Sacconi è la dottoressa Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria che – capirete tutti – non ha certo interessi nel calmierare i prezzi dei farmaci. Certo, tra festini e Pil in caduta libera, tra escort e leggi per imbavagliare l'informazione scritte sotto il dettato di Gelli e Riina, la maggioranza non cadrà certo per il suo tentativo di fare dietro-front sulle liberalizzazioni. Ma ogni persona che abbiamo affianco sta soffrendo dell'operato di questo governo di Rodin-Hood alla rovescia. Farglielo capire è la missione di chi – come me e chi mi legge – cerca di informarsi al di fuori dei soliti canali.
Ecco i video dell'intervista che Niccolò Rinaldi - capolista nella circoscrizione Centro per l'Idv - mi ha rilasciato tra le bancarelle del mercato di Ostia. Nel primo video Rinaldi risponde su politica estera e sicurezza, nel secondo video invece dice qualcosa di più sul rapporto Grillo-Italia dei Valori.